La Società Italiana di Pedagogia Generale e Sociale è lieta di inviarvi la call 2-2025 della Rivista della SIPeGeS “Cultura pedagogica e scenari educativi”.
Attendiamo i vostri abstract e vi chiediamo la cortesia di segnalare la call anche ai colleghi delle università straniere, che sapete essere interessati al tema.
Titolo: Scuola futura. Indicazioni Nazionali 2025: scenari pedagogici, interrogativi e prospettive
Editor: Maria-Chiara Michelini, Viviana La Rosa
Nei giorni appena trascorsi è giunto l’atteso parere (al momento in cui scriviamo non ancora pubblicato ufficialmente) del CSPI sulla seconda bozza delle “Indicazioni Nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del Primo ciclo di istruzione”. Nel frattempo, dovrebbe aprirsi in qualche modo il dibattito su quelle per il secondo ciclo. Il testo inviato al CSPI è frutto del lavoro della Commissione tecnica incaricata per la definizione delle linee di indirizzo dei nuovi curricoli per entrambi i cicli di istruzione, al fine di promuovere una discussione pubblica delle principali novità e offrire una base di lettura utile all’avvio della seconda fase di audizione con le parti sociali.
In realtà i tempi e le modalità di svolgimento dei processi di consultazione avviati dopo la pubblicazione dei Materiali per il dibattito pubblico e della prima bozza delle “Indicazioni Nazionali per il curricolo – Scuola dell’infanzia e Scuole del primo ciclo” hanno, di fatto, compresso il confronto culturale e pedagogico, segnando una discontinuità rispetto alle analoghe esperienze storiche italiane dai programmi del 1985 in poi. Forse anche per questa ragione la seconda bozza appare snellita e riorganizzata rispetto alla prima, ma sostanzialmente immutata nel suo impianto teorico e teleologico, tanto che si è parlato di lifting moderato.
Oltre alla questione del metodo utilizzato, da più parti è stata evidenziata la radicale discontinuità culturale e pedagogica delle Nuove Indicazioni rispetto alle precedenti, cui si lega anche una apparente distanza intorno all’idea di scuola quale istituzione culturale e formativa: se l’impianto delle Indicazioni nazionali del 2012, rivisto nel 2018 con il documento Indicazioni nazionali e nuovi scenari, sembra fondarsi sul principio dell’incontro, dell’interazione e del dialogo nel segno della loro interdipendenza e complessità, le nuove Indicazioni paiono invece privilegiare polarizzazioni culturali e logiche binarie, cui corrisponderebbero approcci trasmissivi e prescrittivi e uno scollamento tra scuola e famiglia.
Inevitabilmente, tutti questi elementi confluiscono nel prospettare un orientamento culturale destinato non solo a intervenire nella formazione delle nuove generazioni, ma anche a definire un’idea di scuola apparentemente ispirata a una cultura occidentocentrica e costruita su una ispirazione pedagogica antiegualitaria e deterministica (Baldacci). In questa prospettiva, non può essere trascurato il ruolo che è riconosciuto alla scuola quale sede capace di “creare culture educative”, funzione strategica chiaramente segnalata nelle nuove Indicazioni. Alla scuola spetterebbe pertanto non solo di attivare processi inclusivi, prevalentemente centrati su modelli di personalizzazione, anziché di individualizzazione, ma anche di farsi carico pressoché esclusivo del processo di istruzione di alunni e alunne, posto che la dimensione educativa appare interamente demandata alla famiglia. Scuola e famiglia, difatti, poste nella funzione dicotomica dell’istruire e dell’educare, vengono descritte quali “colonne portanti del percorso di crescita e di apprendimento di bambini e adolescenti”, lasciando sfumare le possibilità di sinergie tra i due attori in un più complessivo e interconnesso percorso formativo. La stessa funzione del docente appare collocata entro spazi di significato in cui il magister è colui “che è di più”, descrivendo l’asimmetria necessaria nella relazione educativa secondo criteri che sembrano torcersi verso pratiche autoritarie.
A partire da queste premesse di carattere generale, il presente Call for Papers intende aprire uno spazio, ritenuto necessario, di confronto critico, anche in prospettiva storico-evolutiva, sulle nuove Indicazioni, non solo rispetto alle linee di indirizzo pedagogico a esso sottese, ma anche rispetto alla desiderabilità e fattibilità dei processi consultivi e alla praticabilità di processi democratici nelle istituzioni scolastiche.
Più nello specifico, il presente Call sollecita proposte sui seguenti ambiti tematici:
L’abstract (sia in lingua italiana sia in lingua inglese) deve essere seguito da max. 5 keywords (in italiano e in inglese). La lunghezza di ciascuna versione dell’abstract (in italiano e in inglese) deve essere compresa tra i 400 e i 900 caratteri (spazi inclusi). L’abstract deve contenere il senso dell’intero lavoro: quadro teorico, metodologia, esiti e prospettive.
Deadline
Presentazione abstract (solo via mail all’indirizzo rivista@sipeges.it ): 10 agosto
Sottomissione articolo (solo attraverso piattaforma OJS della Rivista): 12 ottobre
Pubblicazione: dicembre 2025
Linee guida per l’invio: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sipeges/about/submissions
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The Società Italiana di Pedagogia Generale e Sociale is pleased to share the call for papers for the 5th issue of the SIPeGeS journal “Cultura pedagogica e scenari educative” (n. 2/2025).
We look forward to receiving your abstracts and kindly ask you to share this call with colleagues from foreign universities who may be interested in the topic.
Title: Future School. National Guidelines 2025: Pedagogical Scenarios, Questions, and Perspectives
Editors: Maria-Chiara Michelini, Viviana La Rosa
In the last few days, the long-awaited opinion (not yet officially published at the time of writing) of the Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione (CSPI) has been issued on the second draft of the National Curriculum Guidelines – Preschool and First Cycle of Education. Meanwhile, the debate on the guidelines for the second cycle is expected to begin shortly. The draft submitted to the CSPI stems from the work of the technical committee appointed to define the guiding principles for the new curricula across both cycles of education, with the aim of promoting public discussion on the main innovations and offering a conceptual basis for the second round of hearings with social stakeholders.
In fact, the timing and procedures for the consultation process – initiated after the publication of the materials for public debate and the first draft of the Guidelines – have significantly limited opportunities for cultural and pedagogical discussion. This marks a clear discontinuity with respect to historical Italian experiences since the 1985 programmes. Perhaps for this reason, the second draft appears more streamlined and reorganised compared to the first, while remaining substantially unchanged in its theoretical and teleological framework – leading some to speak of a moderate “lifting”.
In addition to concerns about the methodology used, many have pointed to a radical cultural and pedagogical break between the new guidelines and the previous ones, as well as an apparent departure from the idea of the school as a cultural and educational institution. While the framework of the 2012 National Guidelines – revised in 2018 by the document National Guidelines and New Scenarios – was based on the principles of encounter, interaction and dialogue, emphasising their interdependence and complexity, the new guidelines instead seem to favour cultural polarisation and binary logics. These tendencies may be reflected in transmissive and prescriptive approaches and a decoupling between school and family.
All these elements seem to converge in outlining a cultural orientation that not only shapes the education of new generations but also defines a model of schooling seemingly inspired by a Western-centred, anti-egalitarian, and deterministic pedagogical vision (Baldacci). In this context, it is worth noting the role attributed to the school as a place capable of “creating educational cultures” – a strategic function clearly affirmed in the new Guidelines. Schools are thus expected not only to activate inclusive processes – primarily focused on models of personalisation rather than individualisation – but also to take near-exclusive responsibility for the educational process of pupils, given that the educational dimension appears entirely delegated to families. In this dichotomy of “educating” and “instructing”, school and family are depicted as the two pillars of children’s and adolescents’ learning and development, leaving little space for synergy or shared responsibility within an interconnected educational path. Likewise, the teacher’s role seems to be framed within a semantic field in which the magister is “the one who knows more”, shaping the asymmetry of the educational relationship according to parameters that risk turning into authoritarian practices.
Based on these premises, this Call for Papers aims to open an urgently needed space for critical reflection – also from a historical and evolutionary perspective – on the new guidelines. This is not only about the pedagogical orientation on which they are based, but also about the desirability and feasibility of consultation processes and the democratic feasibility of educational institutions.
Specifically, we are asking for proposals that address the following topics:
Each abstract (in both Italian and English) must be accompanied by up to 5 keywords (in both Italian and English). The length of each version of the abstract must range between 400 and 900 characters including spaces. The abstract must clearly present the overall focus of the contribution: theoretical framework, methodology, findings, and perspectives.
Deadlines
Abstract submission (by email only to: rivista@sipeges.it): 10 August
Full paper submission (via the journal’s OJS platform only): 12 October
Publication: December 2025
Submission guidelines: https://ojs.pensamultimedia.it/index.php/sipeges/about/submissions
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